Sotto il Cellophane (2011): Recensione

Sotto il Cellophane, cortometraggio del 2011 scritto e diretto da Marisa Vallone, racconta la storia di Augusto, un ragazzo con evidenti problemi mentali, soprattutto ossessivo-compulsivi.
La sua mania principale riguarda il cellophane, per lui una vera e propria passione ma anche un lavoro.
Collezionare buste e collocarle è quasi una missione, diventata ardua a causa del trasloco che dovrà effettuare a breve insieme al padre, persona paziente e buona nei confronti del figlio nonostante gli attimi di comprensibile nervosismo.

Un interessante cortometraggio “Made in Rome” che mette in scena in modo molto realistico le difficoltà di una famiglia da entrambi i punti di vista; un padre che si sacrifica ed un figlio che vive in un mondo tutto suo.
Ottima la fotografia, soffice come la pellicola da cui prende il titolo, impreziosita da un’ottima scelta musicale: Tu, brano cantato da Umberto Tozzi, canzone preferita e “compagna” del protagonista.

Il cortometraggio ha vinto il Premio Fausto Antonucci allo Spiraglio FilmFestival.

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