Dèmoni (1985): Recensione

Dèmoni (1985)

Una Berlino di metà anni ’80 piena di problemi, divisa da un muro e dall’atmosfera Punk, introduce una pellicola destinata a diventare una gemma per i fans del genere Horror, nonostante alcuni pochi difetti surclassati però dai tanti pregi che essa contiene.

La bellissima Natasha Hovey (già ammirata in passato nel film Acqua e Sapone di e con Carlo Verdone), pedinata da un inquietante personaggio con una strana maschera di metallo, impaurita tenta di fuggire, ma quando l’uomo le porge due biglietti di un cinema per la prima di un film capisce che si tratta di un “cosplayer-come verrebbe chiamato adesso- e, tranquillizzata, incontra l’amica Kathy proponendole la visione.
La struttura che si presenta davanti ai loro occhi, il Cinema Metropol, è imponente e di stile gotico, però dopo un attimo di titubanza trovano il coraggio ed entrano.
All’interno il locale appare elegante, un Cinema vecchio stile impreziosito da alcuni oggetti di scena, tra cui una maschera argentata di un Demone che diventa il gioco di una prostituta che, indossandolo, si procura un taglietto che si rivelerà fondamentale ai fini della trama.
Il film comincia e la storia vede alcuni giovani aprire la tomba di Nostradamus, trovando all’interno proprio quella maschera indossata poco prima in sala dalla donna, che le procurerà una grave escoriazione tramutandola in un Demone.
Il film va di pari passo con quanto ormai accade nel locale, con i malcapitati che dovranno riuscire a sopravvivere all’orda di demoni che ormai si è propagata a vista d’occhio.

demoni
Una delle scene iniziali di Démoni

Lamberto Bava è un mestierante del Cinema, soprattutto Horror. Nonno Eugenio e papà Mario sono dei monumenti nell’ambiente per le varie mansioni che hanno ricoperto nel corso della loro carriera.
Lamberto dimostra di non essere da meno già dagli esordi, con film apprezzati come Macabro e La casa con la scala nel buio.
Dèmoni si può considerare la sua creatura più “commerciale” ma non per questo meno bella, anzi.
La trovata del film nel film è stata sfruttata quasi alla perfezione, grazie anche ad un lavoro di team efficace partendo dagli effetti speciali di Sergio Stivaletti e Angelo Maffei, dalle musiche di Claudio Simonetti, la sceneggiatura di Dario Argento, lo stesso Bava, Franco Ferrini, Dardano Sacchetti e alla fotografia di Gianlorenzo Battaglia.

Si può considerare uno degli ultimi film Splatter italiani degni di nota, il canto del cigno chiuso da un sequel (Demoni 2… L’incubo ritorna) frettoloso e scopiazzato.
Il tema apocalittico è raccontato con sapienza e in modo anche grottesco, con creature che non sono Zombie ma esseri mostruosi che non hanno il bisogno di un cervello, ma hanno come scopo principale quello di fare male e di conquistare, inconsciamente, il mondo.

Come detto in precedenza i difetti ci sono, inutile negarlo, ma sono più che altro dovuti ad un budget ridotto e da un lavoro di censura che nel passaggio televisivolo ha reso meno completo di quanto è in realtà.

Le musiche, citando Jerry Calà, sono libidinose!
Troviamo artisti come Billy Idol, Motley Cure, Scorpions, The Adventures, gli Accept, Rick Springfield, Saxon, Go West, oltre alle melodie del grande Claudio Simonetti.
Una botta d’adrenalina continua che aumenta il ritmo di una pellicola già vigorosa.

Degne di nota le interpretazioni delle giovani ma già esperte Natasha Hovey e Nicoletta Elmi (nonostante un ruolo minore per lei), ma soprattutto di Bobby Rhodes, poderoso leader di entrambe le fazioni, dotato di un carisma straordinario!

Dèmoni è nell’immaginario collettivo degli appassionati come un prodotto innovativo per quanto riguarda la sceneggiatura, pieno di colpi di scena e carico di tensione.

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