PPZ – Pride+Prejudice+Zombies (2016): Recensione

PPZ – Pride+Prejudice+Zombies (2016)

Lasciate ogni speranza, o voi che cercate un horror da notti insonni!

Sebbene, infatti, il trailer mostri praticamente solo le scene cruente di questa trasposizione cinematografica del riadattamento del 2009 di Seth Grahame-Smith (già autore di Abraham Lincoln – cacciatore di vampiri) del libro della Austen, in realtà nel film non ne vedrete altre se non quelle.

Nella Londra pre-vittoriana dell’XIX secolo, le sorelle Bennet non solo devo cercarsi marito ma devono pure affrontare un’invasione zombi che minaccia la razza umana, tuttavia quest’ultima passa drasticamente in secondo piano per rimanere fedeli alla Austen, donando semplicemente più dinamicità al tutto.

Infatti a fare da padrone è la contrapposizione tra l’inviolabile romanticismo galante dei salottini e la cruenta brutalità di zombi mangia-cervella.
E il regista – seconda scelta dopo il rinunciatario David O. Russell (Joy) – Burr Steers (17 Again – Ritorno al liceo e Segui il tuo cuore, entrambi con Zac Efron), decide di non scostarsi troppo dall’originale capolavoro femminile, mantenendo fedelmente alcuni dialoghi.

Questo rende l’elemento più caratteristico e interessante – ovvero gli zombi – solo un contorno marginale della storia romantica di base e che sconvolge solo la routine delle sorelle Bennet pensata dalla scrittrice inglese.

Tuttavia, il solo fatto di voler inserire questo elemento horror giustifica la graditissima scelta di un’atmosfera e uno stile molto steampunk, sopratutto nell’abbigliamento (anche se un po’ futuristico), ad esempio, di Mr. Darcy (Sam Riley On the road e Maleficent), ovvero colui che deve superare l’orgoglio per dichiarare i suoi sentimenti alla protagonista Elizabeth Lizzy Bennet (Lily JamesCenerentola, dopo le mancate scelte di Natalie Portman e Lily Collins).
I due attori mostrano grande complicità e spontaneità nella recitazione, rendendo la combinazione di romantici dialoghi letterari e dell’azione adrenalinica del combattimento assurdamente naturali e perfetti, con un risultato assolutamente piacevole e spesso anche divertente.

L’ironia non manca, infatti, e sopratutto grazie all’undicesimo dottore della serie Doctor Who Matt Smith che i toni foschi e ansiogeni dell’imminente fine dell’umanità vengono smorzati con la sua esilarante e simpaticissima interpretazione dello sfigato cugino che nessuno vuole sposare.

Ma l’attenzione rimane tutta sulla coppia protagonista, che si dimostra più che all’altezza e più che adatta per i ruoli: lei con la sua forza e fascino, lui con il suo atteggiamento orgoglioso, distaccato e involontariamente attraente.

E fin qui la novità allora dov’è? Guardando il film sembra che tutti, dalla regia e personaggi e alla sceneggiatura (sopratutto), si siano dimenticati che c’è un’invasione zombi in corso!
Questi infatti sono quasi del tutto assenti per come invece ci erano stati presentati e, cosa più importante, non sono credibili: non incutono la paura e tensione necessaria per tenere sulle spine lo spettatore, perché si dimostrano fin troppo ragionevoli, pazienti e non bramosi di cervella, tanto che, a parte il loro aspetto disgustoso, non diresti che stai parlando con un morto-vivente cannibale.

Gli errori più gravi sono però al livello di sceneggiatura: troppi elementi e personaggi vengono presentati e poi lasciati cadere senza una conclusione; troppi vuoti e troppe domande irrisolte in un tentativo fallito di creare qualche momento investigativo.

In conclusione si presenta come un’opera godibile, piacevole e che sicuramente non vuole pretendere troppo né rischiare osando.

Ci piace: la raffinatezza dei dialoghi che vanno a braccetto elegantemente con le lotte avvincenti, e lo stile steampunk seducente e di carattere.

Non ci piace: la sceneggiatura assolutamente poco curata. E sopratutto: Pride and prejudice and… dove sono questi Zombies?

Consigliato: ai curiosi che vogliono provare il mash-up di un classico intramontabile (Austen) e un nuovo classico moderno (gli zombi).

VOTO: 7/10

SEGUI MALATI DI CINEMA SU FACEBOOK

 

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *