Recensione: The Imitation Game (2014)

Recensione di The Imitation Game, pellicola del 2014 diretta da Morten Tyldum vincitrice del Premio Oscar come Miglior Sceneggiatura non originale

Valorosi soldati combattono al fronte, perennemente in prima linea con il nemico a pochi metri di distanza pronti a morire per la patria…
La guerra come tutti conosciamo è questa, spietata, dolorosa e sofferente, ma dietro le quinte c’è ben altro, una sfida recondita fatta di messaggi criptati, spie, servizi segreti e ordini che sono dei veri e propri rompicapo.

Per affrontare l’allora infallibile strumento Nazista “Enigma“, macchinario usato dai Tedeschi come messaggero di Guerra, l’Esercito Britannico assunse i matematici più intelligenti del Regno Unito, con a capo il crittografo Alan Turing, autentico genio proveniente da Cambridge.
Dotato di un’intelligenza fuori dal comune si mise al lavoro tra mille difficoltà con lo scopo e l’ossessione di battere la mente 
Nazista e vincere ben due Guerre, compresa quella personale.

Dopo Headhunters, pellicola Norvegese del 2011 che ha guadagnato il maggior incasso di sempre nel proprio paese, il regista Scandinavo Morten Tyldum dirige un film difficile e impegnato, che racconta la vera storia di Alan Turing, e lo fa in modo lineare e impeccabile, intervallata da alcuni flashback che ci mostrano le fasi cruciali della sua vita, ovvero la formazione al Liceo e il conseguente passaggio all’età adulta, per poi tornare nel pieno della trama dove la Seconda Guerra Mondiale fa da sfondo al lavoro del protagonista interpretato in maniera magistrale da Benedict Cumberbatch, pienamente a proprio agio nel ruolo.

Turing è stato una delle menti più brillanti del ventesimo secolo, possiamo definirlo senza ombra di dubbio il primo ideatore del Computer, e proprio questo strumento primitivo di memoria artificiale è stato programmato in gran segreto durante la Guerra per provare a decifrare i messaggi della Germania Nazista.

Menzione speciale per Keira Knightley nella parte di Joan Clarke, ottima nell’impersonare una dolce e forte donna sempre al fianco di Turing.

Possiamo considerare The Imitation Game un film bellissimo e godibile, drammatico ma con alcuni spunti ironici, adatto ad un pubblico maturo che ha fame di cultura e conoscenza.
Non mancano le difese ai 
diritti degli omosessuali, a quei tempi perseguitati dal governo Britannico in maniera forte e repressiva.

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