L’allenatore nel pallone (1984): Recensione

L’allenatore nel pallone, recensione del film diretto da Sergio Martino nel 1984 con protagonista Lino Banfi nel ruolo dell’allenatore Oronzo Canà

Oronzo Canà è un allenatore cosiddetto di provincia. Soprannominato “La iena del Tavoliere” per via delle sue origini pugliesi, Oronzo è un ex calciatore con un passato da modesto mediano di rottura, mediocrità che sembra proseguire anche durante la carriera di manager, fino alla chiamata dei suoi sogni: la Serie A.

La neopromossa Longobarda del presidente Borlotti punta su Oronzo Canà -che dice di ispirarsi al self control di Nils Liedholmcon l’obiettivo di conquistare una storica salvezza.
Quello che succede durante l’avventura in terra lombarda di Canà è un susseguirsi di situazioni grottesche e comiche, a partire dal viaggio in Brasile alla ricerca di affermati e mestieranti calciatori fino alle drammatiche ultime giornate di Campionato dove tutto è ancora in ballo…

L’allenatore nel pallone, pellicola diretta da Sergio Martino nel 1984, racconta in modo spassionato quel calcio romantico degli anni ‘80, facendo affidamento su personaggi di elevata caratura e professionalità che arricchiscono questo prodotto diventato un vero e proprio cult.
Mattatore assoluto, ovviamente, Lino Banfi, nei panni dell’indomabile e vulcanico allenatore Oronzo Canà, chiamato ad un’autentica impresa, ovvero quella di salvare una squadra allo sbando.
Spalle ideali in questo film le troviamo in Gigi e Andrea, due truffatori inoltrati nel mondo del calcio che tentano di spillare soldi al povero Canà durante un viaggio in Brasile.
Anche Camillo Milli nei panni del presidente della Longobarda Borlotti -il bonario “villain” della situazione che voleva retrocedere per motivi economici- risulta un’affidabile spalla di Banfi, specialmente durante le scene iniziali del calcio mercato.
Immancabile la presenza di molti personaggi calcistici dell’epoca e calciatori, simpaticamente prestati per un cameo, tra tutti Roberto Pruzzo, Odoacre Chierico, Carlo Ancelotti, Nils Liedholm, Aldo Biscardi, Oscar Damiani, Francesco Graziani, Giampiero Galeazzi, Giancarlo De Sisti, Fabrizio Maffei, Zico, Aldo Biscardi, Nando Martellini e tanti altri.
La favolosa colonna sonora è affidata agli Oliver Onions.

L’allenatore nel pallone è un’ottima commedia non semplice da girare per via delle ambientazioni e dalle angolature perfette da dover inserire durante le scene delle partite.
Si svaria infatti tra le immagini di repertorio mescolate a riprese con gli attori girate per lo più nell’impianto dello Stadio Flaminio di Roma.
Anche la trasferta in Brasile è meritevole di lode, con alcuni interni girati sempre a Roma.
Inevitabili alcuni bloopers all’interno della pellicola che non vanno
a scalfire il buon montaggio finale.

CURIOSITA’:
– L’anno seguente viene girato Mezzo destro Mezzo sinistro – 2 calciatori senza pallone, sempre per la regia di Sergio Martino. La pellicola originariamente doveva essere un sequel con la presenza di Lino Banfi/Oronzo Canà subentrato in corso, chiamato questa volta a salvare la Marchigiana. La trattativa però non andò a buon fine ed il personaggio di Canà venne sostituito da Leo Gullotta/Fulgencio.
Oronzo Canà è in parte ispirato alla persona di Oronzo Pugliese, ex calciatore e tecnico focoso e verace nato in provincia di Bari.
– L’acquisto di Aristoteles (interpretato da Urs Althaus) è ispirato al reale acquisto da parte della Pistoiese di Luis Silvio Danuello, calciatore (?) brasiliano che merita un articolo a parte, rivelatosi un bidone, a differenza di Aristoteles, punta di diamante e sorpresa della Longobarda.
– Nel 2008 è uscito il sequel dal titolo L’allenatore nel pallone 2, autentica boiata (questo lo aggiungo io).

VOTO: 7 su 10

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