Manchester by the Sea (2016): Recensione

Manchester by the Sea, recensione del film diretto da Kenneth Lonergan nel 2016 con Casey Affleck. A cura di Carmine Maritato


Manchester by the Sea è uno di quei film dove l’immagine e l’ambientazione non sarà perfetta. Non ci sono macchine appariscenti, vestiti attillati, belle donne oppure sangue a fiumi. E’ un cocktail di sentimenti, ne è pieno.

La trama principale del film gira intorno al premio Oscar Casey Affleck, personaggio difficilissimo a mio parere. Ma poi l’attenzione sulle immagini, tra il mare e vecchi battelli da pesca, fa il suo giro e arrivo a mio avviso allo scopo principale del film. Il lutto, come si affronta un lutto catastrofico. Sentimenti rappresi all’interno di un essere umano che va avanti con la sua vita. Di primo impatto tu vedi un uomo che affronta la morte del fratello con estrema freddezza e un rapporto difficile col nipote,figlio del deceduto. La somiglianza tra questi ultimi due. Nel nipote giovane si vedono i sintomi di una persona che non esprime e non tira fuori i suoi sentimenti, come se il padre non fosse morto. Ma nei momenti importanti riaffiora il dolore con agitazione e attacchi di panico.

Manchester by the Sea

Nello zio (Casey Affleck) vedi un uomo che non pensa assolutamente al lutto, ma avendo vicino a se il nipote nota la somiglianza e cerca di frenarlo. Un ruolo spasmodico che con i flashback pian piano prende la sua forma. Forma che si definisce con la scoperta agghiacciante del suo passato. Che come una chiave di volta apre una porta su questo personaggio. La sua freddezza come guscio per non provare mai più sentimenti a causa della sofferenza patita. L’incontro con la moglie atroce per lui, tra amore e sofferenza acuta. Una gelosia accennata, per un amore che per lui sarà una sofferenza atroce.

(A cura di Carmine Maritato)

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