Acqua e Sapone (1983): Recensione

Acqua e Sapone, recensione del film diretto e interpretato da Carlo Verdone nel 1983 con Natasha Hovey, Fabrizio Bracconeri ed Elena “Sora Lella” Fabrizi


E’ impossibile non rimanere colpiti ed innamorarsi letteralmente di questo film!! Dalla prima volta che lo si vede si può affermare che sia ”unico”!! E lo è veramente, d’altronde un po’ come quasi tutti i film del ”maestro” Carlo Verdone, specialmente i primi realizzati, tra cui appunto Acqua e Sapone, un piccolo capolavoro Made in Italy diretto ed interpretato nel 1983.

Quello che rende la pellicola un gioiellino è riscontrabile nella sua spontaneità, nell’innocenza dei protagonisti e soprattutto nella meticolosa selezione dei caratteristi -cavallo di battaglia dei film di Verdone dove spiccano un Fabrizio Bracconeri nel ruolo di Enzo, prototipo del coatto dal cuore tenero, una Sora Lella disarmante nei panni della nonna di Rolando, che con le sue gag diventa quasi protagonista, il personaggio di Rolando Ferrazza (Carlo Verdone), classico bambinone ultra trentenne alla disperata ricerca di costruirsi una posizione che lo porterà a fingersi prete, dando vita ad una serie di situazioni imbarazzanti tra cui l’involontario sentimento nato per Sandy (Natasha Hovey), una “bambina” di sedici anni costretta a diventare donna troppo presto per via del suo lavoro di modella.
Degna di nota anche la prestazione di Florinda Bolkan, una delle icone femminili del cinema italiano degli anni ‘60 ma soprattutto ‘70, nel ruolo dell’apprensiva madre di Sandy.

In più a far da contorno una serie di scene epocali come quella delle ripetizioni private agli extracomunitari, oppure la morte di Gino il tintore, al quale Rolando ruberà i vestiti, lo “sketch” del bowling, della pasticceria e via discorrendo (metterle tutte sarebbe impossibile), condite dalla colonna sonora griffata dagli Stadio da leccarsi i baffi.
Ecco, tutto questo ma anche di più è Acqua e Sapone, tra le pellicole più belle in assoluto di Carlo Verdone.

CURIOSITA’: Piccola parte nella pellicola per il cognato di Carlo Verdone, ovvero Christian De Sica, già affermato attore ma all’epoca in difficoltà economiche.

(A cura di Lorenzo Bartolomei)

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