Zombi 3 (1988): Recensione


Zombi 3, recensione del film horror diretto nel 1988 da Lucio Fulci e portato a termine da Bruno Mattei e Claudio Fragasso

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Tormentato: è senza ombra di dubbio questo il giusto aggettivo per definire Zombi 3, pellicola complicata sin dalle prime battute in fase di produzione, dove uno stanco Lucio Fulci ha accettato “non di buon grado” di dirigere un prodotto dalla inspiegabile sceneggiatura affidata a Fragasso e moglie (Rossella Drudi).
Concepito come sequel di Zombi 2 dello stesso Fulci, pensato come riscatto per il flop di Virus di Bruno Mattei, questo terzo, solo nel numero, capitolo, è un’accozzaglia di errori, accompagnato da una recitazione/doppiaggio assolutamente pessimo.

Nel corso di questi interminabili novantacinque minuti (Fulci ne girò una settantina), è possibile trovare tutti gli stereotipi andati in scena nel corso degli anni con i nostri amati zombie protagonisti: troviamo infatti i militari playboy super pompati, i generali dell’esercito e gli scienziati in conflitto tra loro, l’esotica ambientazione (la pellicola è stata girata nelle Filippine) e la buona colonna sonora di Stefano Mainetti “lievemente” copiata a Claudio Simonetti nel Dèmoni di Lamberto Bava.

“Il nuovo mondo e il nuovo ciclo sono cominciati. Per tutti quanti noi questo è l’anno zero. Abbiamo molto lavoro da fare fratelli, e molto cibo ci attende per saziare la nostra fame”

Sarebbe bello anche ignorare i molteplici errori causati dallo scarso budget, ma grazie a questi bloopers Zombi 3 è diventato involontariamente un cult di comica collocazione, dove stuntman/zombie che cadono tre secondi dopo lo sparo, colpi di mitra scaricati a vuoto e morti viventi che muoiono con un semplice colpo in testa mentre altri nemmeno se li disintegri, diventano piacevole forma di conversazione di una pellicola altrimenti da buttare dopo sette secondi netti di visione.
Ah, dimenticavo… Molti zombie parlano, possiedono una loro coscienza, maneggiano armi e sembrano usciti da un allenamento intenso di Arti Marziali Miste! Quindi, sono infetti o posseduti da entità demoniache? Mah!

Tu, caro lettore, dopo quanto appreso leggendo queste righe, giustamente ti chiederai: “perché diamine è stato scritto un articolo su questo film di m….?”
Non hai tutti i torti, ma proverò a salvare il salvabile inserendo alcuni punti forti, per modo di dire, inclusi nella pellicola:
– il virus Death One risulta essere letale perché è imprevedibile e può agire in diversi modi a contatto con l’atmosfera.
– la presenza dello speaker radiofonico Blue Heart (Del Russel) che funge da voce narrante.
– per gli amanti del genere è un film comunque da conservare solamente per i nomi che lo hanno prodotto, scritto e diretto, nonostante i tantissimi problemi.
– alcune sequenze splatter da non sottovalutare a dispetto degli insufficienti effetti speciali.

Zombi 3 è un film brutto per dire brutto, senza usare termini raffinati degni dei migliori critici, ma gli si vuole comunque bene.

Prossimamente per voi la recensione di Zombi 4: After Death (1989).
Abbiamo fatto trenta, facciamo pure trentuno!

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Luigi Tenzi

Sognatore, Vintage, Romano e Romantico a tempo perso. Amante degli anni '80, mi reputo un incoerente futurista che vive di ricordi. Cinema, Musica, Tatuaggi e Sport le passioni più grandi.

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