L’abbiamo fatta grossa (2016): Recensione

L’abbiamo fatta grossa, film del 2016 diretto da Carlo Verdone, vede per la prima volta l’attore e regista romano fare coppia con Antonio Albanese.

Arturo Merlino (incomprensibile gioco di parole) è un investigatore privato di basso livello. Ex carabiniere divorziato e poco soddisfatto dal proprio lavoro, vive con la zia e scrive romanzi gialli.

Yuri Pelagatti invece è un attore di teatro in declino, snobbato da tutte le compagnie per un blocco recitativo causato dalla separazione con la moglie che lo rende immobile e muto durante le scene.

“Perché siamo due destini che si uniscono stretti in un istante solo, che segnano un percorso profondissimo dentro di loro” cantavano i Tiromancino nell’ormai lontano 2000, citazione che calza a pennello per quanto riguarda l’incontro tra i due protagonisti che daranno vita a situazioni grottesche e “politicamente” pericolose, figlie di un equivoco.

Dopo due anni dall’ultimo film -Sotto una buona stella- Carlo Verdone torna a dirigere un’altra commedia, sempre lontano ormai dai fasti anni ’80 e anche ’90.
Era il 1980 quando tutta la Nazione venne a conoscenza del talento dell’attore grazie al film Un sacco bello. C’era innovazione, freschezza, creatività e voglia di far ridere, elementi fondamentali che si sono ripetuti negli anni a seguire con pellicole di enormi successo e al quale siamo tutti legati, fino al 1998 con l’uscita di Gallo Cedrone, lungometraggio che ha cominciato ad evidenziare segni di “vecchiaia” e “ripetitività” che si sono accavallati a partire dal nuovo millennio.
Con Grande, grosso e Verdone si era arrivati al punto più basso, per poi tornare a livelli quantomeno accettabili seppur non convincenti.

 L'abbiamo fatta grossa
Antonio Albanese e Carlo Verdone in L’abbiamo fatta grossa

Non parliamo di un prodotto scadente, anzi, la coppia Verdone/Albanese funziona pure, ma la sensazione è quella di un Verdone ormai adagiato sugli allori come un calciatore che dopo i 30 anni e tanti successi cerca facili guadagni con il minimo sforzo.
Un altro difetto lo si può notare nei tanti buchi narrativi, con scene interrotte frettolosamente senza un motivato filo logico.

Albanese svolge in maniera sufficiente il compito grazie ad una comicità dai tratti “drammatici” e non prorompente, mentre Verdone si aggrappa alle smorfie dei tanti personaggi che lo hanno reso celebre per strappare qualche risata.

Molto brava invece Anna Kasyan nel ruolo di Lena, all’esordio sul grande schermo.
Soprano Armeno di grande successo, riesce a convincere per la spigliatezza e la simpatia.

L’abbiamo fatta grossa è una pellicola figlia dei tempi, salvata dalla totale bocciatura grazie ai trenta minuti finali furbescamente conditi dalla morale politica e da alcuni piccoli sketch comici.
Una piccola nota positiva è da riscontrare ai vari omaggi di matrice teatrale che si possono ammirare durante il film, tra cui un monologo tratto dal Macbeth veramente ben eseguito.

Adatto a chi: A tutti coloro che vogliono passare una giornata tranquilla senza molte pretese.

Ci piace: L’affinità tra Verdone e Albanese.
L’esordio di Anna Kasyan, molto simpatica.

Non ci piace: La mancanza di idee e l’involuzione di Carlo Verdone.

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