Dark Night (2016): Recensione

Dark Night, recensione del film diretto da Tim Sutton nel 2016 che racconta i tragici eventi del Massacro di Aurora, in uscita nelle sale italiane il 1 marzo 2018

VOTO MALATI DI CINEMA (7 / 10)

Nell’assordante e cupo silenzio “visivo” che avvolge la pellicola, il regista statunitense Tim Sutton (Pavilion, Memphis) racconta gli ultimi giorni di coloro che, volenti o nolenti, saranno coinvolti nel tragico Massacro di Aurora del 20 luglio 2012, dove dodici persone persero la vita per mano di James Eagan Holmes in un Cinema Multisala situato all’interno di un Centro Commerciale di Aurora, Colorado, durante la proiezione di The Dark Knight Rises, film diretto da Christopher Nolan e terzo della Trilogia con protagonista Batman.

Lo stile e la tecnica stilistica è inevitabilmente riconducibile a quella di Gus van Sant, nonostante l’evidente tocco personale del regista, partito in sordina per poi aumentare step dopo step lo stato di inconsapevole inquietudine vissuta dai personaggi, e, l’angoscia cosciente che vivranno gli spettatori davanti allo schermo, ben consci di quanto accaduto in quel dannato 20 luglio 2012.

Il bilancio del Massacro di Aurora fu di 12 vittime e 70 feriti

E’ molta la tristezza mista alla rabbia nel vedere persone avviate verso un tragico destino, ragazzi e ragazze di ogni età e ceto sociale che passano le giornate in modo abitudinario, ignari di quella mente infame che progetta ciò che sarà una delle, purtroppo, tante pagine nere degli Stati Uniti d’America e non solo.

Decantare un prodotto che parla di una tragedia è sempre difficile, ma quanto proposto da Tim Sutton con il suo Dark Night è meritevole di lode, con la speranza, purtroppo e realisticamente utopica, di non dover mai più raccontare episodi del genere.

La pellicola, girata in soli sedici giorni e completata nell’arco di tre settimane, ha vinto il Premio Lanterna Magica al Festival di Venezia nel 2016.

TITOLO: Dark Night
GENERE: Drammatico
PAESE: U.S.A.
ANNO: 2012
REGIA: Tim Sutton

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