El Camino – Il film di Breaking Bad (2019): Recensione

El Camino – Il film di Breaking Bad, recensione della pellicola scritta e diretta da Vince Gilligan con protagonista Aaron Paul. Disponibile su Netflix dall’11 ottobre 2019

VOTO MALATI DI CINEMA 6 out of 10 stars (6 / 10)

Premetto che, trattandosi di un’opera direttamente collegata a una serie che hanno visto praticamente tutti, non scriverò in alcun modo degli eventi o dei personaggi presenti in questo film, soffermandomi quasi esclusivamente su ciò che questo film è.
Detto ciò, Jesse Pinkman è tornato, ed è tornato con quella che è, a tutti gli effetti, la sesta stagione di Breaking Bad compressa in due ore.
Questo film riprende esattamente da dove la serie si concluse: con Jesse che scappa a bordo della Chevrolet El Camino nera dagli interni rossi.

E in tutta franchezza non capisco dove diamine stia andando.

Dietro una grande direzione di Vince Gilligan (Breaking Bad, Better Call Saul) e la cinematografia dal carattere fortemente pop di Marshall Adams (Better Call Saul, CSI: Cyber, CSI: NY), non si cela nessuno scopo espansivo a quello che è il mondo di Breaking Bad.
E’ come se dopo aver completato un videogioco, e dopo aver acquistato tutti i pacchetti espansivi, vi dicessi che il finale che avete giocato non è il vero finale e ce n’è uno nuovo.
Da comprare a parte.
L’esempio calza a pennello, perché quest’opera non offre nessuno spunto per continuare a raccontare la storia di Breaking Bad. Non si capisce questo film a che “serve”.

E il film è bello, potremmo definirlo uno studio del personaggio un pelino maldestro, ma è figo.
E’ al 100% Breaking Bad, un’opera che provoca grande piacere a guardarla.
Le scene e le sequenze sono originali e fatte veramente molto bene.
Ma è un vicolo cieco. Letteralmente.
Ci sono cinque stagioni di Breaking Bad, con un finale bello e impossibile (poiché dopo stagioni su stagioni di materiale allucinante è difficile surclassare tutto ciò, vedi Il Trono di Spade…), che bisogno c’era di questo film?
Che necessità c’era di concludere un’opera così vasta con un film, seppur ben fatto, di due ore?
Praticamente il finale di Breaking Bad non è più il finale di Breaking Bad. Il finale è questo film.
E da fan della serie, mi sono sentito un po’ preso in giro.

Interessante lo spunto sul personaggio di Jesse da parte di Aaron Paul.
Infatti l’attore si è lanciato nei traumi di Jesse con una performance buona.
Peccato solo che Il personaggio non sia stato approfondito in alcuna maniera.
Inoltre, poiché passato a miglior vita poco fa, vorrei spendere qualche parola per Robert Forster.
Robert interpreta Ed Galbraith, in un ruolo imperniante e fortemente pragmatico.
Se ricordate il personaggio di Ed dalla quarta e quinta stagione di Breaking Bad, apprezzerete tanto la sua performance, e apprezzerete soprattutto vederlo per un’ultima volta sullo schermo.

Sarebbe stato molto, molto meglio se l’avessero girata come sesta stagione di Breaking Bad.

Questi si sono auto-rubati il finale, citando Cetto, “Cose da pazzi…”

ph: Netflix

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