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Oltre il guado (2013): Recensione

Oltre il guado, recensione del film diretto da Lorenzo Bianchini. Uscito in anteprima al Taormina Film Festival il 21 giugno 2013

VOTO MALATI DI CINEMA 7 out of 10 stars (7 / 10)

Marco Contrada è un etologo delle foreste del Friuli, che studia i comportamenti degli animali dalla sua “base” solitaria. Un giorno, attraverso una microcamera che aveva piazzato su un animale, Marco scopre l’esistenza di un villaggio abbandonato, che si trova oltre il guado del fiume.
Decide così di avventurarsi alla scoperta, ma la pioggia battente lo costringerà a trattenersi più del dovuto nel borgo deserto, e ben presto scoprirà di essere di fronte a una situazione molto più sinistra e inquietante di quanto si aspettasse.

Quinto lungometraggio di Lorenzo Bianchini, regista horror italiano indipendente piuttosto apprezzato. Con quest’opera partorisce un film per certi versi molto fuori dai classici schemi del genere, sia per quanto riguarda la narrazione e sia per quanto riguarda la rappresentazione stessa dell’elemento horror.
Difatti si tratta di un vero e proprio viaggio nella solitudine e nel terrore del protagonista, con il quale sarà impossibile non immedesimarsi nel suo “cammino”.
I dialoghi sono ridotti all’osso e la maggior parte di essi sono anche in lingua slovena. L’azione si svolge quasi interamente dal punto di vista dell’etologo all’interno di questo paesello dimenticato da Dio, dove forse non si trova realmente del tutto da solo.
L’intuizione del regista sta nel rappresentare la paura attraverso ciò che non si vede, piuttosto che ricorrere ai classici espedienti super abusati dell’horror. Urla inquietanti, rumore di passi, strani cigolii e via discorrendo, dosando al minimo le parti in cui l’elemento paranormale vero e proprio viene fuori, e tutto ciò lo rende ancora più inquietante nel momento in cui viene mostrato.
Ottima anche la prova attoriale di Marco Marchese nei panni del protagonista, con un personaggio che calza a pennello nella sua fisicità ed espressione. Veniamo trascinati insieme a lui in questa spirale di terrore che via via lo annichilisce sempre di più, man mano che gli eventi si fanno sempre più inquietanti, lasciandolo solo a combattere con i suoi demoni e le sue paure. D’altronde siamo tutti un po’ Marco Contrada, quando ci troviamo a dover fronteggiare le nostre angosce più primordiali.
Oltre il Guado è la dimostrazione di come si possa realizzare un film di tutto rispetto anche senza un grosso budget alle spalle, ma con le giuste idee e la capacità di riuscire a metterle in pratica per dar vita ad un prodotto innovativo e di sicuro impatto. Consigliato.