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Cinema Muti: il cortometraggio di Iacopo Zanon


– Le sale cinematografiche romane chiuse a causa dell’emergenza da covid 19 diventano luoghi abbandonati, spettrali, senza vita. Ma per le nostre città e la nostra società i Cinema devono essere considerati a tutti gli effetti luoghi fondamentali di cultura, di arte, proprio come i teatri, i musei e le sale da concerto. Per questa ragione vanno preservati. Per questa ragione a fine pandemia ne andrà assolutamente scongiurata la chiusura definitiva. Per questa ragione andranno aiutati a riaprire e ripartire.

Regia Iacopo Zanon | Fotografia Clarissa Cappellani | Musica composta ed eseguita da Luca Scivoletto | Titoli Andrea Scavone | Produzione Pinup Filmaking

Parla il regista Iacopo Zanon a Kontainer16:

– Nel periodo natalizio ho deciso di fare un giro per Roma – la città in cui sono nato e dove vivo -, una delle tante città italiane e del mondo ferite da questa drammatica vicenda della pandemia. In compagnia della mia amica e direttrice della fotografia Clarissa Cappellani, nel corso di due ore serali, sono andato a far visita ad alcune sale cinematografiche che hanno avuto un senso per la mia vita – dove ho visto la prima volta “I sette samurai”, “Blade Runner”, “Amadeus”, “L’Odio”… Le serrande dell’ingresso erano sbarrate, le vetrine dove di solito sono affisse le locandine vuote, le luci all’interno spente. In alcuni casi davanti alle vetrine qualcuno aveva addirittura depositato delle cassette della frutta, insomma: lo scenario era desolante, spettrale, senza vita – e per quanti luoghi della cultura può dirsi la stessa cosa. Ho capito che questa nuova realtà – anche se temporanea – andava assolutamente filmata per stabilire un principio per me assolutamente chiaro: per le nostre città e per la nostra società i Cinema devono essere considerati a tutti gli effetti luoghi fondamentali di cultura, di arte, proprio come i teatri, i musei e le sale da concerto. Per questa ragione vanno preservati. Per questa ragione a fine pandemia ne andrà assolutamente scongiurata la chiusura definitiva. Per questa ragione andranno aiutati a riaprire e ripartire. Quelle che vedrete nel cortometraggio sono dieci inquadrature di dieci sale cinematografiche romane – dal Cinema dei Piccoli all’Azzurro Scipioni fino al Nuovo Sacher. Sono inquadrature semplici, per lo più frontali – per comporle ci siamo ispirati al primo film della storia del cinema firmato dai fratelli Lumière, “La Sortie de l’usine Lumière”. Con la direttrice della fotografia abbiamo deciso di aprire l’otturatore a 1/4 (di solito è ad 1/50) per creare l’effetto di un flusso di gente indistinto che transita davanti alle sale cinematografiche come si transita davanti alle rovine di una civiltà del passato. Il mio amico regista e musicista Luca Scivoletto ha poi composto ad hoc un brano per piano solo, permettendomi di montare le immagini su musica. L’effetto finale è certamente malinconico, un grido di dolore (e di amore) per il Cinema con la “C” maiuscola che ci serva per comprendere che, se in un futuro prossimo le sale cinematografiche cesseranno d’esistere, saremo tutti decisamente più poveri.