Zootropolis (2016): Recensione

Zootropolis recensione del film di Byron Howard con Rich Moore, Jared Bush. Voci italiane di Massimo Lopez, Paolo Ruffini, Frank Matano

VOTO MALATI DI CINEMA (8 / 10)

La trama potrebbe sembrare molto semplice e banale, ma non lasciatevi ingannare, anzi tutto il contrario. La sceneggiatura è costruita molto bene, soprattutto nella prima e seconda parte in cui tutto fila liscio e si svolge con una giusta consequenzialità di fatti, mentre l’ultimissima parte conclusiva risulta più dispersiva e sbrigativa, nonché banale nel dialogo moralistico di chiusura della coniglietta.

A differenza di altri lungometraggi animati dell’omonima casa, qui non succede nulla di magico o sovrannaturale che possa darti la seconda occasione o aiutarti nel percorso: nessun deus ex machina, solo le proprie convinzioni, capacità e determinazione in un contesto decisamente molto attuale (quale la metropoli moderna) e disseminato di ostacoli concreti che noi – come umani – affrontiamo tutti i giorni fin dall’infanzia.

Si tratta di una vera rivelazione, geniale, perspicace nel sviscerare (non in modo “accademico”, ovviamente) la natura delle relazioni sociali, dei pregiudizi e dei luoghi comuni.

Un cartone che parla di noi, della nostra civiltà moderna, e lo fa con quella leggerezza e ironia che non ci rende difficile il confronto allo specchio con noi stessi. Ma ci mette a nudo, ci spoglia di tutte le nostre maschere e ci presenta per quello che, in fondo, siamo di base: ovvero animali.

E con questo raffinatissimo simbolismo i bambini si possono godere un opera simpatica adatta alla loro realtà, ma al contempo mette i più adulti di fronte a tematiche importanti e di riflessione.

Nella vita reale ognuno di noi è preda e predatore e spesso ci scontriamo con i nostri opposti, a Zootropolis (o meglio Zootopia in originale) è il contrario: rivali nella catena alimentare convivono già pacificamente ed è dopo che questo equilibro perfetto viene fatto vacillare attraverso il dubbio e la paura che si dovrà recuperare ciò che era già la quotidianità e che per noi è invece utopia.

Gli animali di Zootropolis sono assolutamente umani: caratterizzati accuratamente con tanto di traumi infantili. E’ chiaro comunque che alcune attitudini sono più pronunciate di altri, quasi stereotipate, per mettere più in luce le loro differenze senza perderne però la varietà.

Ovviamente la Disney non rinuncia alla cura maniacale dei dettagli, con particolare attenzione alle scenografie spettacolari e innovative; e soprattutto non si smentisce mantenendo i toni molto allegri e simpatici (vedi la scena clou del bradipo alla motorizzazione: esilarante e geniale!).

Tuttavia quest’ultimi non posso fare da sé il film e per questo motivo vengono gradualmente smorzati, senza mai sparire, per concedere allo spettatore un’escalation di suspance degna di un thriller, che porterà a scoperte sconvolgenti per la coniglietta.

Il risultato è incredibile, forse uno dei migliori prodotti della Disney, che stavolta è riuscita a rivolgersi davvero a tutti rispettandone le esigenze (un po’ come è Zootropolis d’altronde).

 

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