Leggende Metropolitane nel Cinema

Il fantastico mondo del Cinema non è solo intrattenimento, ma dietro le quinte a volte possono accadere alcune situazioni spesso inquietanti che tramite passaparola diventano Leggende Metropolitane. Andiamo a scoprire alcuni Film che sono rimasti impressi nella memoria collettiva non solo per la qualità della pellicola ma anche per le dicerie:

Tre scapoli e un bebè (1987)

La leggenda del bambino fantasma nel film Tre scapoli e un bebè è tra gli argomenti più chiacchierati degli anni ’80: durante una scena si intravede un ragazzino che da dietro una tenda spia gli attori, e siccome tale frammento non è stato tolto in fase di montaggio chiunque tramite VHS o con il film in onda in TV ha potuto vedere la scena. Le voci ovviamente sono girate in un attimo, con i produttori che per farsi pubblicità non hanno mai né confermato e né smentito. Secondo tale leggenda un bambino anni prima si sparò con il fucile del padre dentro quell’appartamento, cosa impossibile dato che il luogo “incriminato” è uno studio televisivo, e il bimbo dietro la tenda altri non è che una sagoma di cartone dell’attore Ted Danson.

Il Corvo (1994)

Incidente oppure omicidio?

Si è fatto un gran parlare della scena in cui Brandon Lee -nella parte di Draven, protagonista del film- viene ucciso da un colpo di pistola sparato dall’attore Michael Massee nella parte di FunBoy. Leggenda vuole che dietro a questo tragico fatto ci fosse lo zampino della Mafia Cinese che ricollegando questo evento alla morte del padre Bruce (altra leggenda metropolitana), avesse ordinato di uccidere Brandon nella stessa modalità, ovvero sul set di un film.

Ma la realtà purtroppo è un’altra e anche piuttosto banale. Per via della negligenza della troupe, il colpo in canna dentro la pistola di Massee conteneva proiettili veri, che non erano stati completamente svuotati della polvere da sparo, e il colpo fu fatale per il giovane attore.

Il Mago di Oz (1939)

Forse la storia più macabra della storia del Cinema, avvolta tutt’oggi nel mistero e di cui forse non avremo mai una risposta certa.

Durante una scena del film “Il mago di OZ” si può notare dietro i personaggi che ballano e cantano una strana ombra molto somigliante ad una persona impiccata. A quanto pare un attore che doveva interpretare un Mastichino si è suicidato durante le riprese e in fase di montaggio nessuno si era accorto di nulla, senza tagliare la sequenza.

La Metro Goldwyn Mayer, casa di produzione del film, ha smentito categoricamente affermando che la figura in lontananza era un uccello che muoveva le ali, dichiarazione a cui la gente non ha mai creduto, come testimoniano i tanti video su Youtube che cercano di fare luce prendendo da varie prospettive la scena e ingrandendo l’immagine il più possibile.

Sarà l’atmosfera del film e il periodo in cui è stato girato, ma ogni volta che si guarda questo spezzone ormai l’attenzione è fissa e perenne su quella figura agghiacciante  che si vede in lontananza:

 

 

Poltergeist I, II, III

Non solo perché è Horror e parla di spiriti maligni, ma l’appellativo di “maledetto” deriva dalle tragiche morti che ha colpito gran parte del cast dopo le riprese:

Dominique Dunne che interpretava la figlia più grande, venne strangolata dal suo ex il 4 Novembre del 1982. Aveva 22 anni.

Julian Beck, l’antagonista del secondo capitolo del film, morì il 14 Settembre 1985 per un cancro ai polmoni.

Will Sampson, nella parte di Taylor in Poltergeist II, morì dopo un intervento al cuore e ai polmoni il 3 Giugno 1987.

Heather O’Rourke, la bambina protagonista della saga morì soli 4 mesi dopo l’uscita del terzo film a causa di una operazione mal riuscita all’intestino. Aveva 12 anni.

E’ curioso e angoscioso notare che i decessi sono avvenuti a poca distanza dalla fine delle riprese.

L’Esorcista (1973)

Alla pari di Poltergeist, anche il film L’Esorcista è considerato un film maledetto a causa di alcuni incidenti sul set e di morti strane avvenute dopo e anche prima l’uscita della pellicola. Da Wikipedia:

 dopo due giorni di riprese, un corto circuito provocò un incendio che distrusse quasi interamente gli interni della casa dei protagonisti, causando un ritardo per le riprese di diverse settimane e danni per 200.000 dollari; l’unica parte a salvarsi dalle fiamme era stata la camera da letto di Regan.

nove persone tutte legate direttamente o indirettamente al film morirono durante le riprese. Tra di esse il fratello di Max Von Sydow, la nonna di Linda Blair, il figlio appena nato di un tecnico e l’addetto alla refrigerazione del set.

Jack MacGowran, il cui personaggio muore anch’esso nel film, morì qualche mese prima dell’uscita del film nelle sale.

il figlio di Jason Miller, Jordan, ebbe un incidente di moto mentre faceva visita al padre sul set.

 Ellen Burstyn e Linda Blair riportarono problemi alla schiena, la prima dopo un incidente sul set accusò danni permanenti alla colonna vertebrale.

la strana sparizione della gigantesca statua del demone assiro Pazuzu che, spedita in Iraq per le riprese del prologo, finì per qualche oscuro motivo a Hong Kong, dove fu fortunatamente recuperata all’ultimo momento.

 secondo il giornalista di American Hollywood Joe Hyams, a Roma, in una piazza nelle vicinanze del cinema Metropolitan che stava proiettando il film, una croce alta oltre due metri, dopo essere stata colpita da un fulmine, cadde dal tetto di una Chiesa dove era stata posata circa 400 anni prima.

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