La Famiglia Addams (2019): Recensione

La Famiglia Addams, recensione del film d’animazione con le voci italiane di Virginia Raffaele, Pino Insegno, Eleonora Gaggero, Luciano Spinelli, Loredana Bertè e con Raoul Bova. Nelle sale dal 31 ottobre 2019

VOTO MALATI DI CINEMA 4 out of 10 stars (4 / 10)

Anni dopo le loro molteplici apparizioni, dai fumetti newyorkesi degli anni ’30 fino al musical di Broadway, passando per due film live action, i membri della Famiglia Addams trovano spazio nel primo lungometraggio d’animazione a loro dedicato.

La pellicola, affidata alla regia di Greg Tiernan e Conrad Vernon (Shrek, Madagascar, Kung Fu Panda) trova grande forza nell’ottima resa grafica dell’animazione, la quale valorizza sufficientemente la caratterizzazione dark sia dell’atmosfera che dei protagonisti.
Tra i doppiatori spiccano per un’ottima prova la sicurezza qualitativa di Pino Insegno, nei panni di Gomez Addams, ma, soprattutto, l’ormai consolidata imitatrice Virginia Raffaele, in quelli di Morticia Addams. Deludente la prestazione di Raoul Bova, voce di Zio Fester, forse penalizzato dallo scarsissimo utilizzo del suo personaggio all’interno della storyline.

Loredana Bertè in sala doppiaggio

La trama, dosata in un’adeguata durata (105 minuti) e arricchita da alcune curiosità che faranno sorridere i fan, risulta spesso e volentieri scontata e frivola, nonostante trovi il suo conduttore nel tema della diversità e della omologazione forzata all’interno della società. La caratterizzazione che ha donato grande vigore alla Famiglia Addams è stata sempre la delineazione di ogni singolo componente nel contesto della loro profonda unione; in questa versione i personaggi non sono ben calibrati negli approfondimenti. E’ stato dato tanto, forse troppo, spazio ai due genitori e alle difficoltà che devono affrontare nel gestire i figli adolescenti: di conseguenza tutti gli altri componenti della famiglia sono stati ridotti ad un ruolo marginale.

La sceneggiatura cerca di suscitare divertimento tra un black humor e una dinamicità che risulta poco efficace anche per il pubblico di età inferiore ai dieci anni (nonostante secondo il regista Tiernan l’intenzione fosse stata quella di “realizzare un film per tutta la famiglia”).

I dialoghi, valorizzati dal doppiaggio e dalle numerose battute che suscitano qualche piacevole sorriso, nel complesso lascia molto a desiderare, perdendosi spesso in frasi di circostanza in un pizzico di banalità.
A nostro avviso merita di essere lodata l’ottima caratterizzazione e resa finale dei coniugi Addams, ai quali è stata dubbio dedicata grande attenzione da parte dei registi, a discapito dello spessore dell’antagonista.
In conclusione si deve rivolgere una critica alla scelta dei registi di rilanciare un soggetto come la Famiglia Addams tramite un lungometraggio d’animazione, tecnicamente incompatibile con lo spirito del soggetto creato dal disegnatore Charles Addams.

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