Macabro (1980): Recensione

Macabro, recensione del film diretto da Lamberto Bava con protagonisti Bernice Stegers e Stanko Molnar. Uscito nelle sale italiane il 17 aprile 1980

VOTO MALATI DI CINEMA 7.5 out of 10 stars (7,5 / 10)

New Orleans. Jane è una donna sposata e madre di due bambini, che vive clandestinamente una storia con l’amante Fred, nella casa di Robert, un ragazzo non vedente. Un giorno la figlia scopre la storia d’infedeltà della madre e si vendica affogando il fratellino nella vasca da bagno mentre lei si trova dall’amante. Appresa la notizia i due partono di corsa in macchina verso casa, ma durante il tragitto hanno un incidente che sarà fatale per Fred.
Un anno dopo Jane esce dalla clinica psichiatrica in cui si trovava ricoverata, e decide di tornare ad abitare a casa di Robert, il quale è segretamente innamorato di lei. Quest’ultimo si renderà presto conto che c’è qualcosa di strano, quando comincerà a sentire dei gemiti provenire dalla stanza di Jane…
Primo film da regista in solitaria per Lamberto Bava, scritto insieme a Pupi Avati e al fratello Antonio Avati, Macabro è una pellicola sui generis, difficilmente catalogabile e ancora oggi rappresenta forse un unicum nel panorama del cinema italiano.

Partiamo dal presupposto che si tratta di un’opera cruda, cinica e particolarmente esplicita in certe scene, nonostante il sangue non scorra a fiumi, anzi tutt’altro.
Ogni personaggio della storia si troverà a fare i conti con le proprie ossessioni, alla continua ricerca di una compagnia che possa colmare il loro senso di solitudine e abbandono. Come il non vedente Robert, rimasto a vivere a casa da solo dopo la scomparsa della madre, e che vedrà nel ritorno di Jane una possibile ancora di salvezza. La stessa Jane, appena uscita dalla clinica ed alle prese con il trauma della scomparsa del figlio.
Lo svolgimento della storia è lento ma mai noioso, e questo gioca a favore con l’incedere della trama che si gioca per la maggior parte della sua durata sull’atmosfera e sul non mostrare a viso aperto l’orrore, fino ad arrivare all’inaspettato finale, dove verrà svelato.

Durante la visione respiriamo un’atmosfera malata e claustrofobica, resa perfettamente dall’ottima fotografia di Franco Delli Colli, che ci rimarrà impressa “sottopelle” anche dopo i titoli di coda.
Memorabili le interpretazioni di Bernice Stegers, dotata di uno sguardo magnetico e penetrante, così come quello di Stanko Molnar, le cui iridi azzurre si imprimono a prima vista. Menzione di merito anche per Elisa Kadigia Bove, nei panni della machiavellica bambina Sally.

Macabro è un’opera che meriterebbe risalto e considerazione tra i film di genere italiani, ma che invece sembra essere stata un po’ dimenticata. Forse non gli ha giovato il fatto di essere politicamente scorretta e di mostrare alcune scene piuttosto scioccanti senza filtri. Probabilmente se fosse stata prodotta ai giorni nostri farebbe fatica a trovare anche una distribuzione, a dimostrazione del fatto che un certo modo di pensare e di intendere il cinema ha di fatto contribuito alla “morte” delle pellicole di genere italiane.
Ad ogni modo mi sento di consigliarne la visione, in quanto a mio modo di vedere ci troviamo davanti ad uno dei migliori film di Lamberto Bava e più in generale ad un must per gli appassionati del cinema italiano anni 70/80. Da recuperare.

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