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Malcolm & Marie (2021): Recensione

Malcolm & Marie, recensione del film diretto da Sam Levinson con protagonisti Zendaya e John David Washington. Disponibile su Netflix dal 5 febbraio 2021

VOTO MALATI DI CINEMA 8 out of 10 stars (8 / 10)

Questa pellicola è un agglomerato di scelte coraggiose e criticabili, risultanti nella classica polarizzazione di un film giudicato puramente in nome di gusti cinematografici personali.
Malcolm & Marie, diretto dal Sam Levinson (Euphoria), cerca di mischiare il cinema moderno con quello classico raccontando una storia di matrice sociale, nonché estremamente personale e ambientata in tempi moderni.
Il sacro, il profano e il nuovo che avanza.

Malcolm – interpretato da John David Washington – e Marie – interpretata da Zendeya – sono una coppia, e sono appena tornati dalla premiere del primo film di Malcolm, che di mestiere fa il regista.
Nonostante il suo buon umore, in quanto la premiere è andata benissimo, Marie non è sulla stessa onda, tutt’altro, e questo porterà la nottata a diventare un litigio di coppia di proporzioni bibliche che ci farà conoscere meglio loro due e le loro storie.

A me è piaciuto. Tanto.
Talmente tanto che l’ho visto tre volte consecutivamente, e ad ogni visione l’ho adorato sempre di più.
Sarà il fatto che è in bianco e nero? Può essere, in termini di fotografia il bianco e nero mi è sempre piaciuto tanto.
Sarà perché sono praticamente 106 minuti di pura recitazione? Può essere; ho sempre adorato i film assimilabili ad opere teatrale su pellicola, dove gli attori parlando ad alta voce.
Sarà perché la storia della pellicola e dei personaggi è interessante e raccontata bene attraverso le loro parole? Può essere, alla fine chi non gradisce una buona storia?
Ho continuato a pormi domande di questo tipo… finché non sono arrivato ad una conclusione.

Questo film mi fa sognare.
Io, proprio come alcuni di voi, sono una aspirante regista, e vedere Malcolm che torna a casa trionfante dopo la premiere del suo primo film, è un qualcosa che, per l’appunto, sogno.
E voi mi direte: E io cosa devo farci?
Nulla. Semplicemente nulla, perché indiscutibilmente il Cinema fa proprio questo: Ci fa sognare.
Da un punto di vista tecnico il film è ineccepibile.
Regia e recitazione sono straordinarie in quanto cambiano di continuo registro, ritmo e stile, durante lunghissime scene. La cinematografia è fantastica, il bianco e nero aggiunge una qualità “classica” alla pellicola assolutamente desiderabile, e inoltre, il set (la loro casa), ci fa sentire estremamente a contatto con loro.
Ma a me non è servito un film intero per innamorarmi di questa pellicola, mi sono bastati i primi 5 minuti, dove sotto Down and Out in New York City di James Brown, Malcolm festeggia la sua prima premiere di successo.

Al contempo, immagino che a molti di voi questo film non piacerà.
Il bianco e nero potrebbe risultare “vecchio” agli occhi di molti, e le lunghissime scene di puri dialoghi potrebbero risultare noiose.
Per non parlare di tutto il litigio, che potrebbe risultare banale, assieme alle dichiarazioni d’amore susseguenti a fendenti di rinfacci e insulti.
La verità sta nel mezzo, secondo me.
Il Cinema, a differenza di quello che sostengono tanti “guru” della Settima arte sulle piattaforme social, è qualcosa di estremamente soggettivo, e quando se ne parla, bisognerebbe sempre usare un bel “secondo me”, all’inizio di ogni frase.
E questo film, signori miei, è un chiaro esempio di tutto questo.

Sono un grande fan di Zendeya e John David Washington, e nonostante – secondo me – ci hanno mostrato una fantastica prova di recitazione, checché se ne dica, hanno almeno mostrato una prova estremamente complessa.
Spero vivamente di rivedere nel futuro questi due attori cimentarsi in opere virtuose come questa, anche per quanto riguarda Sam Levinson (che con questo ed Euphoria, sono 2 strike), su cui ormai ho messo gli occhi addosso.
Vi invito a guardare questo film scevri da pregiudizi, in modo tale che possiate immedesimarvi in una qualsiasi delle sfaccettature di quest’opera.