Benvenuti al Sud (2010): Recensione

Benvenuti al Sud, recensione del film diretto da Luca Miniero con protagonisti Claudio Bisio e Alessandro Siani. Uscito nelle sale il 1 ottobre 2010

VOTO MALATI DI CINEMA 7 out of 10 stars (7 / 10)

Nel 2011 ricorreva l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, una ricorrenza per nulla sentita nel paese, in un momento in cui il distacco tra Nord e Sud continuava ad essere ampio, (e lo è tuttora). Ma a fine 2010 un film ha, a suo modo, unito l’Italia: Benvenuti al Sud, con un incasso di 30 milioni di euro, a sorpresa, diventa uno dei film italiani più visti di sempre al cinema.

Nord contro Sud
Il film diretto da Luca Miniero è un fedelissimo remake di un film francese del 2008, Giù al Nord di Dany Boon. La storia racconta di Alberto (Claudio Bisio), un responsabile delle poste della Brianza a un passo dal tanto sospirato trasferimento a Milano. Quando gli comunicano che la promozione gli è stata revocata per dare precedenza a un collega disabile finge di essere egli stesso disabile (in un momento molto unpolitically correct). Scoperto, viene punito con un trasferimento in Campania, in un paesino del Cilento. Un incubo per un lombardo pieno di pregiudizi sul Sud, con una moglie apprensiva e ansiosa (Angela Finocchiaro). Parte da solo alla volta del Meridione con un giubbotto antiproiettile (in quanti si sarebbero indignati ora sui social per questa gag?). Viene accolto da Mattia (Alessandro Siani), mammone e immaturo, e la bella Maria (Valentina Lodovini). All’inizio c’è diffidenza ma presto verrà coinvolto dal calore del Sud che scoprirà diverso da come se lo immaginava.

Un classico della commedia
Lo schema del film si basa su un classico della commedia, che ritrae due mondi opposti costretti a interagire. Un meccanismo perfetto, ripreso dal film francese, ma innestato all’interno della nostra tradizione comica dialettale. Benvenuti al Sud è un film semplice con l’aria delle commedie anni 50, da film di Totò, un vero feel good movie. Diventando istantaneamente un classico del cinema napoletano come “Io speriamo che me la cavo” e “Così parlò Bellavista”, con frasi che rientrano nei modi di dire (chi va al sud piange due volte; ve l’aviti mangià; ‘o postamat). Soprattutto rappresenta l’orgoglio di un Sud che dopo anni viene finalmente mostrato per le sue bellezze: Castellabate, fino ad allora sconosciuta per il resto d’Italia, ha avuto dopo il film un boom di visitatori che continua ancora oggi (ciò evidenzia anche l’importanza del cinema per l’economia).

Bisio e Siani
Claudio Bisio e Alessandro Siani mostrano un’alchimia perfetta, il vero valore aggiunto rispetto all’originale francese. Bisio crea un personaggio a tutto tondo, anche malinconico, portandosi il film sulle spalle e Siani, più misurato del solito, non ha mai più funzionato così bene al cinema, Lodovini interpreta perfettamente la donna meridionale moderna e la Finocchiaro emerge nel suo ruolo tipico di donna milanese snob che può recitare a occhi chiusi. Poi si recupera quella grande tradizione di caratteristi napoletani di tradizione eduardiana che al cinema era andata persa: Nando Paone, Giacomo Rizzo, Nunzia Schiano sono l’architrave del film.

La nuova commedia italiana
Il successo del film ha impostato l’archetipo di un nuovo tipo di commedia che segnerà il cinema italiano per gli anni successivi. L’epoca del cinepanettone stava per finire, il pubblico sentiva il bisogno di ridere senza volgarità. Benvenuti al Sud diventa il capofila di un nuovo tipo di commedia italiana, più garbata, meno legata alle gag e più alla trama. Da quel momento in poi si realizzano sempre più film ambientati al sud in paesini lontani dalla cattiveria metropolitana e dalla tecnologia, spesso remake di film stranieri. Benvenuti al Sud è un film popolare e semplice, ma ben riuscito, che ha saputo raccontare un tema con una grazia che forse negli ultimi anni la commedia italiana ha un po’ perso.

Photo credit: comingsoon.it