Tutto può cambiare (2013): Recensione

Tutto può cambiare, recensione del film diretto da John Carney nel 2013 con Mark Ruffalo e Keira Knightley

VOTO MALATI DI CINEMA (7 / 10)

La musica è la protagonista del film come strumento per esprimere le proprie emozioni, per stare insieme, per svagarsi, ma anche come cornice dei momenti della vita e richiamo alle emozioni del passato. Infatti, Tutto può cambiare è anche una lunga lista di brani cult. 

Possiamo capire che merita di essere visto già dalle prime scene: la sequenza in cui Mark Ruffalo scopre il talento della protagonista nel pub e ne immagina gli arrangiamenti per il brano che lei sta suonando (e che solo lui riesce a sentire) è del tutto geniale. Questo momento stabilisce fin da subito che si andrà a vedere un film magico.

Tutto ciò è portato sul grande schermo con una bellezza acqua e sapone e attori scelti a colpo sicuro. Keira Knightley che sa anche cantare e Mark Ruffalo che è la garanzia per ogni film. Entrambi ci portano all’interno di una commedia affatto banale.

Il ritmo e la sceneggiatura non perdono tempo: i personaggi sono subito immersi nell’azione. In 10 minuti e in pochissime mosse sono già caratterizzati e pronti a partire, accompagnati da tante risate e sorrisi per il pubblico. Sono interessanti le diverse visioni della musica dal punto di vista dei vari protagonisti. Inoltre abbiamo un dietro le quinte nel mondo della discografia: realtà e autenticità contro marketing e costruzione del personaggio per vendere. Tematiche non nuove ma presentate in maniera molto sobria e spigliata. In conclusione musiche coinvolgenti e attori bravi a cantare (al contrario di La La land…).

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