A.I. Rising (2018): Recensione

A.I. Rising, recensione del film diretto da Lazar Bodrosa tratto da un racconto di Zoran Neskovic. Uscito in prima mondiale in Giappone il 18 ottobre 2019

VOTO MALATI DI CINEMA 6 out of 10 stars (6 / 10)

Il film che ho deciso di recensire è A.I. Rising. Il film esplora la questione sempre attuale della coscienza in un’intelligenza artificiale, mettendo in scena una storia d’amore a metà strada tra il passionale e lo psicoanalitico (l’intelligenza artificiale ha nozioni di psicanalisi e si trasforma in una psicoterapeuta).

La trama del film è la seguente:
Il protagonista, Milutin, affascinante e tenebroso pilota, è inviato nello spazio in missione su un pianeta in un’altra galassia (Alpha Centauri) per una compagnia, la “Ederlezi Coorporation”. Il protagonista in questo viaggio non sarà da solo. Un ingegnere della compagnia gli dirà che sarà affiancato da un’androide, la bella e avvenente Nimani. L’aspetto ed i comportamenti dell’androide sono stati studiati e programmati al fine di soddisfare i desideri e le preferenze del protagonista.
Ovviamente la narrazione si sviluppa con la relazione d’amore tra i due. In una prima fase il protagonista inizia un legame solamente sessuale con l’androide per poi svilupparsi in maniera più profonda e complessa. Al contempo Nimani cambia e inizia ad apprendere dall’esperienza, evolvendo il proprio sistema operativo. Da tale mutamento si arriva al finale a sorpresa…

Il tema dell’amore vissuto ed espresso da un’intelligenza artificiale trova i suoi precedenti in film come Blade Runner, A.I Artificial Intelligence, e Ghost in the shell. Possiamo dire che il film si inserisce all’interno di tale filone dandone una sua visione e prospettiva. Si tratta di un rapporto totalizzante tra il protagonista e l’androide, in cui si contrappone il nichilismo del personaggio al dubbio che il cyborg possa provare dei sentimenti.
A mio parere la storia d’amore tra i due protagonisti è priva di chimica, che non sembra accrescere anche con le innumerevoli scene di sesso esplicite tra i due. Il corpo mostrato nudo del cyborg più e più volte non accresce la “passione”.

Il limite strutturale del film è la sceneggiatura: instabile e poco utile. Non si sviluppa in nessun modo, poiché la tematica è dei precedenti storici in cui i temi sono già stati sviluppati e discussi. Quindi i temi affrontati non contribuiscono in alcun modo alla riflessione di partenza (se un’intelligenza artificiale è capace di amare nel momento stesso in cui sviluppa una coscienza).

Dal punto di vista psicologico mi soffermerò sulla psicologia del protagonista; il pilota è quello che spesse volte ho definito un nevrotico ossessivo (un Narcisista insomma). Interessante è vedere come sia totalmente incapace di entrare in relazione all’altro. Il suo “amore” per il cyborg è all’inizio vuoto e oggettuale. L’androide è solo un oggetto con cui appagare le proprie fantasie sessuali. Un oggetto, non un soggetto dotato di vita propria. Nimani ha un’esistenza solo in funzione di Milutin. Il pilota arriverà a commettere un vero e proprio stupro, che non è riconosciuto come tale proprio perché l’androide vive in funzione del pilota.

La dinamica emotiva si ribalta nel momento stesso in cui il protagonista avverte che il robot inizia ad esistere anche senza di lui e ciò provoca nel protagonista un ribaltamento delle emozioni. L’oggetto si trasforma in un soggetto, ed il soggetto precedente (Milutin) inizia a sentire meno soggettività sentendosi più un oggetto.
Un passaggio fondamentale dal punto di vista psicologico avviene quando l’androide inizia a usare le proprie competenze psicologiche ed afferma che il protagonista ha proiettato su di lei tutte le donne della sua vita. Il ribaltamento dei ruoli e la conseguente depressone del protagonista avviene nel momento stesso in cui l’androide si rifiuta di avere rapporti sessuali, ma è proprio dal quel momento che emerge l’interrogativo se lei stia o meno provando amore per il protagonista.

Una celebre frase dice che una coppia in un’isola genera dei mostri. Forse in questo film non si generano dei mostri, ma tutto il film è pervaso da un profondo nichilismo che non lascia spazio all’espressione di un amore vero e maturo.

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