Jojo Rabbit (2019): Recensione

Jojo Rabbit, recensione del film scritto, diretto e interpretato da Taika Waititi. Uscito nelle sale italiane il 16 gennaio 2020

VOTO MALATI DI CINEMA 8 out of 10 stars (8 / 10)

Jojo!
Potrei pronunciarlo all’infinito senza mai stancarmi.
Taika Waititi sfida Chaplin in Jojo Rabbit, pellicola diretta, adattata e interpretata da lui.
A dargli manforte una splendida Scarlett Johansson, l’infallibile Sam Rockewell e i due talenti Roman Griffin Davis (alla sua prima prova di recitazione) e Thomasin McKenzie (Il re, Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate, True History of the Kelly Gang).

La guerra sta per finire e il piccolo Jojo – interpretato da Roman Griffin Davis – un convintissimo nazista di 10 anni, vive con sua madre Rosie (interpretata dalla Johansson), una donna molto solare.
Adolf Hitler è il suo amico immaginario; solo lui può vederlo e comunicare con lui.
Il film si apre con Jojo che viene mandato in una sorta di “campo estivo” per piccoli nazisti, dove incontra il Capitano Klezendorf, interpretato da Sam Rockwell.
Questa esperienza porterà svariati sviluppi nella vita di Jojo e della sua famiglia.

Taika Waititi and Roman Griffin Davis in the film JOJO RABBIT. Photo by Kimberley French. © 2019 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved

Se non cercherete di interpretare questa pellicola rimarrete delusi.
È un film estremamente metaforico; nulla significa niente, e tutto significa qualsiasi cosa.
Per esempio, io credo che Hitler, l’amico immaginario di Jojo, sia quel piccolo, magari anche minuscolo, fascistone di destra che tutti noi abbiamo annidato da qualche parte nel cervello.
Ma sotto l’interpretazione di qualcun altro potrebbe tranquillamente significare l’influenza della propaganda su una persona.
Quello che sto cercando di dire è che dovete trovare la vostra personale “strada” guardando questo film. Altrimenti vi annoierete.
O forse no, considerando che c’è un mix allucinante di spensieratezza, terrore e avvenimenti macabri – spesso tutte e tre cose assieme.

Non mi aspettavo nulla da Taika Waititi, invece si è rivelato un attore, un regista e uno sceneggiatore provetto.
Il suo Hitler – paradossalmente… – mi piace molto.
È comico, ma esaltato al punto giusto; stupido, come dovrebbe essere; convincente, nella sua idiozia; ma soprattutto tenta i tutti i modi di abbindolare il ragazzino.
Un grande Taika, bisogna ammetterlo.
Stesso discorso per il ragazzino.
Mi è sembrato di vedere Christian Bale in L’impero del Sole (1987), quando aveva solo 13 anni.
Una performance fantastica; studiata bene e interpretata meglio.
Se il buongiorno si vede dal mattino…
Invece, mi è dispiaciuto vedere come è stato inserito nella pellicola il ruolo di Scarlett Johansson.
Nonostante sia interpretato in maniera favolosa, sembra che il suo personaggio sia stato messo lì apposta per… quello che succede più tardi nel film.
Poi c’è Sam Rockewell… e che ve lo dico a fare.
Anche se relegato ad un ruolo marginale, riesce sempre ad aprire in due la cinepresa. Un vero attore di razza.
Grande performance anche per Thomasin McKenzie che è stata capace di inserirsi alla perfezione, in termini di mood, tra un cast variegato e preparatissimo.

Thomasin McKenzie and Roman Griffin Davis in the film JOJO RABBIT. Photo by Kimberley French. © 2019 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved

Uno dei filmmaker che ha reso questa pellicola così gradevole è Mayes C. Rubeo (Avatar, Apocalypto, Thor: Ragnarok), costumista della pellicola.
Ogni singolo dettaglio dei costumi richiama il personaggio e il concetto che rappresenta quel personaggio. Un lavoro notevole.
La fotografia – curata da Mihai Malaimare Jr. (The Master, Sleepless – Il giustiziere, La preda perfetta) – e la colonna sonora – curata da Michael Giacchino (Star Trek, The War – Il pianeta delle scimmie, Cloverfield) – sono entrambe molto belle e azzeccate.
Tom Eagles, montatore della pellicola, ha ricevuto una nomination agli Oscar… e francamente non capisco perché.
Eagles ha optato per un approccio molto normale al montaggio della pellicola.
Inoltre, molte scelte sono fuori luogo e alcune scene di dialogo (di cui molte tra Jojo ed Elsa) sono montate in modo tale da non spremere il massimo di sottotesto dalla scena – alcune volte quasi nulla.

In conclusione; una pellicola consigliata.
Leggera, ma prepotente allo stesso tempo.

Jojo!

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