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Saving Mr. Banks (2013): Recensione

Saving Mr. Banks, recensione del film diretto da John Lee Hancock con protagonisti Emma Thompson e Tom Hanks. Uscito nelle sale italiane il 20 febbraio 2014

VOTO MALATI DI CINEMA 7.5 out of 10 stars (7,5 / 10)

“Supercalifragilistichespiralidoso anche se ti sembra che abbia un suono spaventoso se lo dici forte avrai un successo strepitoso supercalifragilistichespiralidoso” …
Quanti ricordi…
Quanti di noi hanno intonato questo allegro motivetto fischiettando insieme, in coro con Mary Poppins!
E quanti di noi hanno trovato quasi antipatia per il personaggio di Mary Poppins, magari giudicandola troppo austera?
Ma quanti conoscono la storia che si cela dietro la nascita di Mary Poppins, l’integerrima e rigidissima bambinaia, arrivata sospinta dal soffio del vento dell’est, la quale volando sui tetti di Londra con il suo ombrello magico, giunge in soccorso della famiglia Banks?
E questo è proprio quanto si propone di raccontare Saving Mr Banks, narrando la storia di Pamela Lyndon Travers (pseudonimo di Helen Goff), la scrittrice ideatrice della figura di Mary Poppins.

Un film che a mio giudizio ben racconta con sapienza, egregiamente e magistralmente, di come la capacità di resilienza, ovvero la capacità di autoripararsi dopo un danno e di riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita nonostante le situazioni difficili, quella capacità di riuscire ad affrontare gli eventi stressanti o traumatici e di riorganizzare in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà con un adattamento dinnanzi alle avversità, e nonostante queste (https://www.stateofmind.it/tag/resilienza/), ovvero di come possa un atteggiamento del genere, questa sorta di flessibilità, aiutarci a superare anche le prove più ardue cui la vita può sottoporci.

Il film parte dalla narrazione della difficile infanzia della scrittrice.

Nata in una famiglia irlandese emigrata in territorio australiano, si mostra da subito molto attaccata e legata alla figura del padre, un uomo divertente, con il quale si diverte molto a giocare lasciando correre la fantasia e l’immaginazione.
È un uomo capace di raccontare storie bellissime, piene di magia, una magia che non mancherà di manifestarsi ogni volta che il vento cambierà la direzione dalla quale soffia, un segno che qualcosa di bello e di nuovo succederà.
Soprattutto quando il vento spirerà dall’est…
La madre invece è stanca, impegnata ad accudire il figlio più piccolo e la casa, sembra quasi infastidita dall’atteggiamento allegro e gioviale della figlioletta e del marito… (un atteggiamento quello della madre che sarà chiaro più avanti…costretta a sopportare un comportamento del padre ancora celato agli occhi della figlioletta).
Il padre intanto è sommerso dai debiti, viene licenziato frequentemente e così spesso che nessuna banca vuole più concedergli alcun prestito.
La figlia ignora i problemi economici e di salute del padre (lui è abbastanza bravo a nasconderli, come anche la madre), fino a quando non sverrà ubriaco in piazza di fronte a tutto il paese mentre è in festa.
Le condizioni del padre si aggraveranno sempre più e se ne prenderà amorevolmente cura la figlia.
La madre stremata tenterà il suicidio e sarà proprio la figlioletta a salvare la mamma nel compimento del gesto estremo e sarà sempre la piccola a doversi rimboccare le maniche per badare al fratellino, alla casa, ad accudire il padre e a guardare la madre.
La mamma ad un certo momento capirà che hanno bisogno di un aiuto e contatterà sua sorella, nonostante il parere contrario del marito il quale non gradisce l’atteggiamento severo ed austero della cognata.
La zia arriva e sembra dare nuova vita alla casa, riuscendo come per magia a far funzionare nuovamente le cose.
Si presenta alla porta al cambio del soffio del vento, con il suo tailleur elegante ed un buffo ombrello dal manico a forma di pappagallo al braccio.
Sembra magicamente dotata di una borsa dalla capienza illimitata, la quale può ospitare persino una tazzina da tè con tanto di piattino e qualche piantina per abbellire l’ambiente, cantilenando oplà.

Per quanti conoscono il film e la figura di Mary Poppins non c’è bisogno di elencare le similitudini tra il personaggio della zia e le caratteristiche peculiari della bambinaia del racconto, vale a dire una tata a dir poco magica, elegantemente vestita, che con un solo schiocco di dita e al grido di oplà rassetta la casa ed insieme la vita delle persone che la circondano, accompagnata da un buffo ombrello a forma di pappagallo e da una borsa che sembra infinita, dalla quale escono una tazzina da tè con tanto di piattino, una pianta, anche un attaccapanni e così via.
Il padre alla fine morirà e la bambina, come meccanismo di difesa (ovvero l’insieme dei mezzi di cui l’Io può far uso allo scopo di proteggersi da perturbazioni interne ed esterne, che esporrebbero ad angoscia, all’esperienza del dolore, della colpa e dell’impotenza, mettendone in pericolo l’integrità – Farcito, A. M., & Bonino, S. ,1994. Dizionario di psicologia dello sviluppo. G. Einaudi.), crescerà interiorizzando come vincente ed efficace il modello di comportamento adottato dalla zia.
Ovvero mostrarsi rigorosi, rigidi, disciplinati, senza mai sgarrare, insomma il contrario del modello offerto sino a quel momento dal padre amorevole e giocoso, troppo spensierato, quando ancora era in salute, prima del tracollo, e della madre, forse troppo fragile, non forte e non retta come quella zia giunta da lontano quasi magicamente approdata per aiutarli a rimettersi in sesto.
Una zia pronta a sparire e ripartire non appena si dimostreranno in grado di arrangiarsi da soli, incentivando così la responsabilizzazione e non lo svilupparsi di un atteggiamento dove invece si vorrebbe delegare e far affidamento ad un altro per risolvere i propri problemi… come se l’altro fosse diventato quasi una stampella divenuta insostituibile, alla quale abituarsi comodamente…
Potrebbe questo tipo di aiuto infatti sfociare poi molto facilmente in una sorta di sovra-aiuto, ovvero il sostituirsi integralmente alla persona nello svolgimento pratico, quando invece questa potrebbe svolgere benissimo e tranquillamente autonomamente, incentivando così un comportamento di dipendenza dall’aiuto.

Nel suo libro assisteremo quasi ad un’inversione dei ruoli, si racconteranno le vicende di una famiglia praticamente quasi opposta alla sua, dove ha creato quasi una sorta di mondo alternativo idilliaco e perfetto…
Racconterà le vicende di una famiglia inglese, la famiglia tipo, con una madre amorevole, un padre rigoroso, il quale tiene alla disciplina, retto, timorato, un gran lavoratore, con un ottimo lavoro in banca, una famiglia alla ricerca di una bambinaia per il figlio e la figlia un po’ indisciplinati…
L’arrivo di questa magica bambinaia riporterà disciplina, amore, allegria, in questa famiglia.

Quando Pamela Lyndon Travers incontrerà Walt Disney, incontrerà un uomo rigoroso, ben vestito e ben pettinato, un gran lavoratore, buon padre di famiglia, ma che riesce a conciliare il suo rigore con il suo lato più fanciullesco ed infantile, un lato che non ha mai cercato di nascondere ma anzi, è diventato prepotentemente proprio il suo punto di forza, il suo punto vincente!
Il carattere allegro e gioviale dell’uomo susciterà in lei un’iniziale reazione di fastidiosa irritazione.
Ma sarà proprio questo incontro a rivelarsi per la donna una relazione emotiva trasformativa.
(Sarà incarnato dalla figura dello spazzacamino che aiuta i figli a comprendere – e non a giustificare – il comportamento del padre…)
La aiuterà a capire come ammorbidire certi punti spigolosi non solo della storia raccontata nel suo libro, ma la aiuterà anche a venire a patti con il passato, senza farsi schiacciare da esso, ed imparerà come è possibile emergerne con ancora più forza e più vigore, senza però irrigidirsi e trincerarsi dietro inespugnabili muri di cinta.
(Tra l’altro anche Walt Disney racconterà di aver avuto anche lui stesso un’infanzia molto difficile..)

Insomma, la aiuterà a dare vita al magico mondo di Mary Poppins che ha ispirato intere generazioni.

Bibliografia e Sitografia di riferimento:
Farcito, A. M., & Bonino, S. (1994). Dizionario di psicologia dello sviluppo. G. Einaudi.
Leone, G. (2009). Le ambivalenze dell’aiuto. Teorie e pratiche del dare e del ricevere. Milano: Edizioni Unicopli
https://www.stateofmind.it/tag/resilienza/