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Room (2015): Recensione


Room, recensione del film diretto da Lenny Abrahamson con protagonista Brie Larson. Distribuito in Italia dal 3 Marzo 2016. Il film è stato vietato ai minori di 17 anni non accompagnati per la presenza di violenza

VOTO MALATI DI CINEMA 6.5 out of 10 stars (6,5 / 10)

Sette anni fa Joy è stata rapita e costretta a vivere in un capanno. A seguito di violenze continue due anni dopo è nato Jack. In un estremo tentativo di salvare la sua infanzia, Joy lo ha convinto che quello che vivono è l’unico mondo che esiste. L’unico collegamento con l’esterno è una piccola tv che però Jack considera un elemento magico tanto da non riuscire a distinguere programmi in live action da quelli animati.
La svolta avviene il giorno del quinto compleanno del bambino. Le sue continue domande lo rendono sempre meno gestibile e questo riaccende in Joy la speranza che insieme possano finalmente riconquistare la propria vita.

Il film è l’adattamento cinematografico del romanzo Room, in italiano Stanza, letto, armadio, specchio. Questo è ispirato liberamente a diversi episodi di cronaca nera come il caso Fritzl, avvenuto in Austria, e il caso Cleveland, avvenuto in Ohio. La scrittrice Emma Donoghue ha collaborato al film come sceneggiatrice e produttrice.
Girato a Toronto a fine 2014 è poi stato presentato fuori concorso al Toronto International Film Festival nel settembre 2015. Ha ricevuto tre candidature ai Premi Oscar per miglior film, miglior regista e miglior sceneggiatura non originale per Emma Donoghue. La quarta candidatura, per miglior attrice protagonista, è stata vinta da Brie Larson, che è l’attuale volto di Captain Marvel.

Molte scene sono raccontate attraverso gli occhi di Jack e anche nel libro si segue il suo punto di vista. Si passa da credere che il bambino sia una femmina, a crescere rinchiusi con lui fino a conoscere ed affrontare il mondo esterno. Per aiutare infatti il piccolo attore a stare al passo con Jack, il film è stato girato in maniera cronologica per poter vivere in modo reale il dramma che lo circondava. Davvero un personaggio completo da odiare e amare ma soprattutto da incitare nei suoi momenti di crescita o di vittoria.