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Da 5 Bloods (2020): Recensione

Da 5 Bloods – Come fratelli, recensione del film di Spike Lee distribuito da Netflix il 12 giugno 2020

VOTO MALATI DI CINEMA 9 out of 10 stars (9 / 10)

Spike Lee come i Led Zeppelin; il virtuosismo ad un altro livello.
Da 5 Bloods – Come fratelli, il nuovo joint del regista newyorkese, si dimostra, come tutti i suoi film, un‘opera estremamente politica che ha la fortuna di essere distribuita nel momento giusto.

Paul, Otis, Eddie e Melvin – interpretati rispettivamente da Delroy Lindo (Malcolm X, Get Shorty), Clarke Peters (John Wick, Tre manifesti a Ebbing, Missouri), Norm Lewis (Sex and the City 2, Storia d’inverno) e Isian Whitlock Jr. (BlacKkKlansman, La 25ª ora) – sono quattro veterani della guerra del Vietnam, che tornano in Vietnam per ritrovare una cassa piena d’oro lasciata 50 anni fa e i resti del loro leader, Stormin’ Norman (interpretato da Chadwick Boseman), morto durante la guerra. Sulla loro via dovranno confrontarsi con i fantasmi del passato, e con i rimasugli di una guerra che non avrebbero mai dovuto combattere.

All’inizio del film si viaggia attraverso decenni di razzismo nei confronti degli Afro-Americani, una sorta di macchina del tempo veloce e letale, ma che invece di riportarvi indietro nel tempo (fortunatamente), colpisce la coscienza; insomma, una rinfrescata di cui abbiamo tutti bisogno, per non dimenticare.
Successivamente il film ci fa conoscere piano piano i nostri personaggi e tutto quello che hanno passato, con dei flashback che ci lanciano nel bel mezzo della guerra.
L’idea di mettere loro, da vecchi – letteralmente – nei panni di loro giovani, senza usare de-aging, è un’idea brillante e controcorrente, che paga. Ma oltre a questi flashback, il film è un lentissimo crescendo che – dopo averlo visto, mi sento di dire fortunatamente – vi annoierà moltissimo. Ma vi garantisco che c’è un perché, e considerando che non voglio spoilerare uno dei film più attesi dell’anno, tra le altre cose di una leggenda del Cinema, mi limiterò a dirvi che mentre stavo guardando il film con mia madre, dopo una scena ben specifica del film, ha avuto un attacco di panico…
Per questo parlavo dei Led Zeppelin; avete presente Physical Graffiti? Molti di quei pezzi partono molto lentamente, e rimangono lenti per molto tempo, ma poi si aprono in maniera incredibile e gloriosa. Ecco, è esattamente la stessa cosa. Un grandissimo teasing cinematografico, di enorme effetto.

Forse Lee ha usato troppo le bocche degli attori per raccontare la sua visione politica. Molte volte sembra quasi di assistere ad uno spot televisivo, ed è per questo che avrei preferito molto che ci avesse raccontato ciò che voleva dirci un po’ più attraverso eventi, piuttosto che parole. Ma, allo stesso tempo, dall’altro dello spettro, abbiamo sequenze a malapena comprensibili che per via delle azioni dei personaggi risultano estremamente chiare e potenti. Coincidenze? Forse sì, magari no, fatto sta che il buon Spike ancora una volta non ha dato retta a nessuno, ed è così che si fanno i grandi film.
Idem la cinematografia, ad opera di Newton Thomas Sigel (Drive, I soliti sospetti), che durante le sequenze contemporanee risulta eccessivamente neutra e spenta, senza un briciolo di carattere, che si trasforma poi in un fantasmagorico quadrato di ombre, colori e un concept perfetto durante le sequenze del passato. Coincidenze? Qui mi ripeto: forse sì, forse no.

Comunque ancora non abbiamo finito con i due lati dello spettro:
La recitazione? Estremamente irrealistica… nella sua accuratezza rispetto alla realtà – lo so, sembra che vi sto prendendo in giro… provare per credere.
Un’idea che ho apprezzato in particolare è quello di far interpretare il personaggio di Hanoi Hannah – interpretata da Van Veronica Ngo (Bright, Star Wars – Gli ultimi Jedi) – una 60enne con cui Otis ebbe una relazione durante la guerra, da una 30enne, poiché per Otis lei “non è invecchiata di un giorno”.

Questo film è un capolavoro del Cinema, ma anche della politica.
Vi prego di guardare questa pietra miliare facendo le vostre interpretazioni, oltre che artistiche, anche politiche. Perché, specialmente in questo momento, è importante.
Fa’ la cosa giusta, guarda Da 5 Bloods.