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8:46 – Dave Chappelle: L’arte al servizio del sociale


8 minuti e 46 secondi
L’arco di tempo che quel poliziotto ha tenuto il suo ginocchio sul collo di George Floyd, nonché l’orario di nascita di David Khari Webber Chappelle, in arte Dave.
Stiamo parlando di uno dei giganti della commedia Americana, il top del top, che pubblica uno speciale Netflix su Youtube… che non fa ridere. E non deve far ridere.

Ho avuto occasione di vederlo il secondo giorno, circa 36 ore dopo la pubblicazione e aveva già 17 milioni di visualizzazioni.
Questo speciale non fa ridere a nessuno, a parte Dave, e proprio questo mi ha fatto capire che mi trovavo dinanzi ad una delle opere d’arte più grandiose che io abbia mai visto.
Chi lo segue, sa che Dave, in pieno stile Chappelle, non cerca di farci ridere per come dice le cose (cosa che tutti i comici fanno), ma per quello che dice. Questa volta il concetto è ancora più esasperato, e lo è per un motivo ben preciso;
È un constante flusso di condizioni mentali grezze: rabbia, ironia, tristezza, felicità. Esattamente come siamo noi, in quanto essere umani, di fronte a un avvenimento.
In buona sostanza, non c’è matrimonio a cui non si piange, e non c’è un funerale a cui non si ride. Magari sarebbe corretto ragionare in tutti e due i casi.

È questa la forza del messaggio che questo speciale emana: L’orrore della commedia.
Sprazzi di profonda rabbia misti a forti risate. L’urlo di un comico che non si trova sotto il ginocchio di un poliziotto, ma che comprende il razzismo della polizia per via del colore della sua pelle. D’altronde, quanti Afro-Americani sono finiti sotto il ginocchio di un poliziotto? Molti, certo, ma non tutti. Molti di loro hanno hanno appreso la notizia da casa, hanno provato rabbia, ma successivamente avranno fatto altro, come farsi una risata guardando uno speciale su Netflix, per esempio.

foto: SKY TG 24

Quest’opera di Dave, girata come un filmato amatoriale, è un grido di rabbia. Il grido di rabbia di generazioni e generazioni di Afro-Americani a cui è stato precluso lo stesso trattamento riservato ai bianchi. E ancora oggi è così.
Cerca di farci ragionare tramite la sua abilità e il suo starpower con un banale filmato su YouTube di uno speciale, grezzo, girato vicino casa sua.
L’arte è potente, è politica, e lo è sempre stata, e questo Dave lo sa bene. Mettere la propria arte, o qualunque sia la propria professione, al servizio della società, piuttosto che fare un banale post su Instagram, è la scelta più saggia che si possa fare in un momento come questo.
Se conoscete l’inglese, guardatelo e fatevi due domande, perché quello che succede dall’altra parte dell’oceano non è così distante dalle ipocrisie che avvengono intorno a noi.

Black Lives Matter