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Volevo nascondermi (2020): Recensione

Volevo nascondermi, recensione del film diretto da Giorgio Diritti con Elio Germano nei panni dell’artista Antonio Ligabue. Uscito ufficialmente nelle sale italiane il 19 agosto 2020

VOTO MALATI DI CINEMA 7 out of 10 stars (7 / 10)

Questo film biografico ripercorre la storia del pittore emarginato Antonio Ligabue, dall’infanzia fino al raggiungimento della fama attraverso i momenti che più lo hanno segnato e portato alla realizzazione di opere d’arte che ancora oggi vengono ammirate.
La storia nel complesso viene raccontata in modo semplice con piccoli flashback che riportano al suo passato già dalle prime scene del film.
Tutto il dolore provato, l’emarginazione nell’infanzia quando la sua diversità non era capita dagli altri bambini e neppure dagli adulti che lo circondavano e lo respingevano.
L’assenza dei veri genitori e i vari affidamenti lo portano a peggiorare, a chiudersi sempre di più in se stesso, a credere di comportarsi male perché c’era qualcosa nella testa che doveva uscire, un diavoletto, e sarebbe andato via soltanto se si fosse colpito nella testa fino a svenire.
Tutto questo dolore lo porterà a vivere nel bosco, isolato come un animale selvaggio, lo stesso animale che sarà centrale nei suoi dipinti, nelle opere che piano piano lo porteranno a una vita non più selvaggia, ma mondana, come se fosse stato addomesticato.
Vita che non sente propria a cui si ribellerà per ritornale al principio, dove tutto aveva inizio, ovvero la solitudine.

Questo viene raccontato e racchiuso in una buona regia così come per la fotografia e sceneggiatura che creano un racconto semplice, ma efficace.
Punti in più vengono dati sicuramente dal trucco che rende Elio Germano (premiato per questo film con l’orso d’argento come migliore attore a Berlino) quasi irriconoscibile, ma che non offusca la sua ottima interpretazione, sia nell’espressività, ma anche nella capacità di imparare e parlare per buona parte del film in dialetto emiliano.
Per quanto riguarda gli aspetti meno convincenti dal mio punto di vista sono: la messa in scena classica, non si osa eccessivamente e forse si poteva fare qualcosa in più perché a tratti risulta un po’ calante.
Come ultimo aspetto riscontrato è che tutto ciò che circonda il protagonista, in questo caso Ligabue, è come se non esistesse, le due guerre mondiali ad esempio non vengono neanche nominate.

Nel complesso Volevo nascondermi è un film assolutamente godibile, con un’ottima interpretazione di un uomo solo, fragile, che voleva solo essere amato da una donna tanto che lo cercherà in modo costante senza successo e che voleva dipingere, liberarsi di tutto ciò che lo opprimeva e provare a comunicare attraverso gli animali selvaggi delle sue opere tutta la sensibilità e l’intensità delle sue emozioni.