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Intervista a Enzo Bossio e Adriano Squillante, autore e protagonista del cortometraggio Svegliati

INTERVISTA AL REGISTA ENZO BOSSIO E ADRIANO SQUILLANTE

Autore e protagonista di “Svegliati”, selezionato dal 17° Festival di Alicante

(di Giada Chicca)

Il 17° Festival di Alicante quest’anno si svolgerà dal 17 al 24 ottobre. Sono 52 i cortometraggi selezionati, provenienti da 25 paesi diversi. A rappresentare l’Italia, nella sezione di fiction mediterranea, c’è “Svegliati” del regista e sceneggiatore Enzo Bossio.

Enzo Bossio, non solo regista e sceneggiatore, ma anche Produttore di The Boss Movies e Direttore Artistico del Montemario Film Festival. Avendo già un’ampia esperienza della regia e delle tecniche cinematografiche, su cosa pensi debba focalizzarsi di più un regista?

Sulla base della mia esperienza, un regista deve essere come un bambino che per crescere ha bisogno di studio e stimoli esterni. Ma non basta: un regista ad oggi deve essere molto tecnico e conoscere tutte le attrezzature che evolvono in tempi rapidissimi. Allo stesso tempo, deve vedere l’evoluzione della società e prendere costantemente degli spunti. Insomma: deve essere un incrocio tra un bambino, un nerd e un giornalista.

Da dove è nata l’esigenza di raccontare questa storia?

Siamo tutti, costantemente, alla ricerca di cose “belle”, perché le cose belle ci fanno sentire adeguati. Molto spesso però, la bellezza viene automaticamente associata all’estetica e, nel mio piccolo, ho cercato di rappresentarla in maniera diversa. Diamo per scontato che possa esistere solo un tipo di bellezza, magari corrispondente a determinati canoni, per poi renderci conto, magari quando è troppo tardi, che non era ciò di cui avevamo realmente bisogno.
Hai iniziato nel 2013, e i suoi cortometraggi tra cui “L’accusato” e questo stesso, “Svegliati”, sono stati selezionati da importanti Festival; com’è cambiato (se è cambiato) il tuo rapporto con la mdp negli anni?
Sicuramente c’è, e spero ci sarà ancora, un’evoluzione anche se forse non saprei dire davvero che genere. In ogni caso sono da sempre stato molto curioso e desideroso di lasciarmi meravigliare dalle possibilità che una telecamera mi permette di esplorare. La possibilità di mettere su video le mie emozioni e cercare di trasmettere dei messaggi. Credo che sia una cosa bellissima, mi affascina ogni giorno.

Non solo regista di “Svegliati” selezionato dal 17° Festival di Alicante, ma anche aiuto regista di Word Wide Wire, presentato al 77° Festival di Venezia, che effetto fa e, soprattutto, senti una qualche responsabilità nel tuo lavoro, di parlare ad un pubblico molto ampio?

Ad essere sincero non mi aspettavo di avere queste opportunità e da un lato sono molto felice, ma dall’altro anche spaventato. Quando mi è stato comunicato dal direttore del festival di Alicante, Vicente Seva, che il cortometraggio “Svegliati” era stato selezionato, ho stentato a crederci; non pensavo che un cortometraggio realizzato con budget zero potesse essere presente in uno dei festival cinematografici più importanti, in Spagna. Per quanto riguarda il film dove sto collaborando come Aiuto Regia, mi sento solo di fare un gran ringraziamento a Paolo Carrino che mi ha dato questa opportunità. Word Wide Wire è il primo film prodotto e realizzato in Cina con troupe artistica italiana e ne vado molto fiero.

A proposito di Venezia, che aria si è respirata durante questa edizione “particolare” sopraggiunta subito dopo la riapertura dal Lockdown? Qualche scoop o qualche aneddoto dal “dietro le quinte”?

Venezia è sempre Venezia. Per me poi, è stata la prima volta quindi non saprei fare confronti con le edizioni precedenti. Sicuramente è stato molto emozionante, quasi surreale per certi versi. L’atmosfera del Festival funge da amplificatore. Ho un piccolo aneddoto riguardo il primo giorno. Stavo camminando sul lido quando vedo venirmi incontro Francesco Sartori, il noto compositore di molte canzone di Bocelli e Gianna Nannini. La particolarità è stata che proprio in quel momento risuonava nell’aria “Con te partirò”, opera di questo maestro. Sembrava la scena di un film!

Progetti futuri? Può anticiparci qualcosa?

Come tutti i registi che hanno realizzato molti cortometraggi sogno di poter fare dei lungometraggi (ne ho già scritti due!) che spero un giorno possano venire prodotti.

Adriano anche tu hai iniziato giovanissimo, con un esordio nel doppiaggio a 18 anni, continuando poi a “prepararti” per il mestiere di attore e prendendo parte anche a produzioni importanti, del Teatro dell’opera di Roma, di vari spot televisivi e di cortometraggi come “Svegliati” in cui sei protagonista. Com’è nata questa collaborazione con Enzo Bossio che continua negli anni in maniera così proficua?

Con Enzo ci siamo conosciuti a un provino di un suo corto, “La vita nascosta di una star”: per fortuna mi ha preso! Guardandolo a ritroso è stata una sorta di sliding door: ho avuto l’opportunità di lavorare con un regista tecnicamente preparatissimo e con un animo estremamente profondo; allo stesso tempo, ho avuto la fortuna di trovare un amico fraterno.

Rispetto a “Svegliati”, quali sono state le caratteristiche del personaggio che interpreti a fartelo sentire più “vicino” e a permetterti di immedesimarti del tutto? Quali le difficoltà maggiori?

Bella domanda. Mi sento una persona molto presa dai miei obiettivi, come avessi un raggio laser che punta dove voglio andare. Allo stesso tempo, questo, come nel film, rischia di essere un paraocchi perché non mi fa vedere le conseguenze e il valore delle mie azioni e delle mie scelte. Le difficoltà maggiori sono state due. Mi spiego meglio: è molto lontano da me il suo stile di vita, caratterizzato da potere e disponibilità economica che ad oggi mi sogno. Inoltre, non sono ancora padre e, quando avevo girato il corto, non avevo mai sperimentato neppure una convivenza con una partner. Le litigate stupide che colpiscono il quotidiano e il conflitto che si alza apparentemente senza motivo sono aspetti che non avevo mai sperimentato in un rapporto di coppia.

E tu? Che progetti hai nell’immediato futuro?

Posso parlarti di due progetti “presenti”: sono attualmente il direttore artistico della scuola di recitazione Gli Incompleti, che ho fondato alcuni anni fa e seguo tutt’ora nei vari laboratori cinematografici e teatrali in più sedi, a Roma. Inoltre, da quest’anno, sono Avvocato di ufficio in alcune puntate di Forum, che va in onda su Mediaset. Questo mi permette di coniugare le mie due anime, quella di avvocato e quella di comunicatore. A livello attoriale con Enzo stiamo lavorando ad un nuovo cortometraggio.