Paterson (2016): Recensione

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Paterson (2016): Recensione

Paterson, recensione del film diretto da Jim Jarmusch con protagonista Adam Driver. Uscito nelle sale tedesche il 17 Novembre 2016.

VOTO MALATI DI CINEMA 8.5 out of 10 stars (8,5 / 10)

Albus Silente direbbe “La felicità la si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo uno si ricorda di accendere la luce”. Ecco, questo film è quella luce che ci svela tutto quello che è davanti ai nostri occhi, ma che raramente percepiamo.
Un’opera piena di rimandi artistici, di creazioni e di omaggi, che illumina tutte le nostre piccole vite e gli regala poesia. Con “piccole” non si intende prive di valore, ma intime, profonde e altamente sensibili.

Paterson è un uomo normale, che vive una vita normale, che fa un lavoro normale e vive in una casa normale, con il suo cane Marvin e la sua compagna Laura. Paterson è un antieroe, non ha nulla di particolarmente speciale. Fa l’autista e ogni mattina si sveglia alla stessa ora e ripercorre le stesse abitudini della giornata precedente. Nulla di speciale, eppure questo film riuscirà a farti apprezzare ogni piccola cosa a cui non hai mai dato valore.
In Paterson, il susseguirsi dei giorni e la loro semplicità diventa poetica, nel senso più puro e pratico del termine. Paterson infatti scrive poesie, nel quale racconta l’unicità delle sue giornate e i modesti cambiamenti che la caratterizzano. Parla di fiammiferi, della sua compagna Laura e di tutti quei dettagli che fanno parte del suo piccolo e abitudinario microcosmo. Ognuno di noi vive nel suo microcosmo con una visione spesso superficiale o peggio ancora negativa e siamo noi a metterci in testa che la nostra quotidianità è monotona e priva di emozioni. Laura è la musa e amante di Paterson, che lo sostiene e apprezza sinceramente ciò che di più bello Paterson riesce a suscitare con la scrittura. La visione più poetica di lui si incontra con quella più pragmatica di lei, sognatrice e determinata a raggiungere i suoi obiettivi: iniziare un’attività con i suoi dolcetti e diventare una cantante country.

I frammenti, la ripetizione dei gesti, le piccole variazioni di ogni giornata, rendono Paterson un film silenzioso, dove tutto è sussurrato, eppure tanto travolgente. Nulla è esplicito, non c’è un vero e proprio climax e il film procede lentamente. Il regista Jim Jarmusch rimarca in quest’opera intima e sensibile il pensiero del poeta tanto amato da Paterson, Williams Carlos Williams, che dice “No ideas but in things”, ovvero: “Ogni cosa, nonostante la sua unicità, fa parte di qualcosa di più grande.”

Paterson riuscirà ad aprirti gli occhi urlandoti di trovare poesia in ogni insignificante momento della tua vita e lo farà nella maniera più silenziosa possibile.